Il Vietnam in Sabina

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Uno degli elicotteri sopra Torre Baccelli

Per ovvi motivi la guerra (quella del Vietnam ma anche quelle da altre parti) l’ho vista solo al cinema o in televisione. Ma stamattina, quando sono uscito di casa alle 8, sembrava di stare in guerra. Da una parte quei minus habens (o dovrei scrivere minus habentes?) che si divertono a sparare a quel Poligono di tiro con cui delle persone inqualificabili (chi l’ha aperto, chi glielo ha permesso, chi non controlla l’inquinamento acustico che queste merdacce  a scoppio producono) stanno rovinando una valle che era, nel suo piccolo, un’oasi di pace. Magari non lo sanno, quelli che sparano, che danno molto fastidio a chi vive qui. O magari lo sanno e non gliene frega una beata minchia. Nell’uno e nell’altro caso, se esiste una giustizia, prima o poi qualcuno un colpo se lo tirerà sui piedi. E noi rideremo.

Dall’altra parte un incendio (con più focolai da questa e dall’altra parte della cresta di fronte), acceso ovviamente da altre teste di cazzo (per di più delinquenti), contro il quale hanno lottato incessantemente tutta la giornata prima uno poi due elicotteri, che facevano la spola continua con il bacino di Torre Baccelli, a qualche centinaio di metri in linea d’aria, a rifornirsi dell’acqua che poi versavano sulle fiamme.

A far da cornice al tutto un caldo – secco: e qui il paragone con il Vietnam, lo so, non regge. Ma c’ho ‘na certa, e per me la guerra con gli elicotteri è quella del Vietnam – un caldo, dicevo, davvero sfiancante. Quando sono uscito di casa per andare nello studio verso le 15 il termometro segnava 36 gradi all’ombra e si sentivano davvero tutti (immaginate come si stava al sole…).

Non so se è perché invecchio, ma mi sembra di assomigliare sempre più a mio padre e, in fondo, a quel personaggio di Quinto Potere, quello interpretato da Peter Finch. Ricordate? L’anchorman che dice in diretta:  «I’m as mad as hell, and I’m not going to take this anymore!». Quella frase tradotta nell’immortale: «Sono incazzato nero e tutto questo non lo sopporto più!»

Dopo giornate come questa, davanti a tutta questa gente che non gliene frega un benamato cazzo degli altri, anch’io, nel mio piccolo, sono incazzato nero. E tutto questo vorrei tanto non sopportarlo più…

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