Quando la terra trema

Casa - AmatriceE per fortuna che il Reatino è grande e lungo. Perché noi, che stiamo all’estremità Sud-Ovest della provincia, il terremoto l’abbiamo sentito più o meno (magari un po’ più) come quelli che stanno a Roma, mentre a Nord-Est, ai confini con l’Abruzzo e le Marche il sisma ha fatto il disastro che ha fatto. Da casa nostra ad Amatrice sono oltre 100 chilometri di strada (in linea d’aria saranno un’ottantina) e in automobile ci vuole un’ora e tre quarti, di cui un’ora abbondante sulla Salaria. Per cui voglio rassicurare tutti gli amici. Siamo “reatini”, sia pure acquisiti, ma stiamo dalla parte (oggi) fortunata della provincia.

Stanotte la prima scossa, quella delle 3 e 36, mi ha svegliato: tremavano le persiane, ballicchiava il letto, il ventilatore ha ondeggiato un poco. Ma io sono della scuola di mio padre (che quando ci fu il terremoto dell’Irpinia, che a Roma si sentì parecchio, mi disse di aver pensato “Questa casa è stata costruita bene” – del resto non si è ingegneri edili per niente… – e di essersi girato dall’altra parte riaddormentandosi più o meno subito). Così anch’io, pur se non ho ridormito subito, mi sono messo a giocare un po’a Ruzzle (devo dire che non ero molto lucido) senza dare troppo peso all’accaduto. Ho comunque sentito meglio la seconda scossa, quella di un’ora dopo, che mi è sembrata durare più a lungo, e anche due altre scosse minori successive. Sono andato sul sito di Repubblica e su Sky Go e ho visto progressivamente i danni aumentare (ma quando hanno detto che il sisma era del sesto grado  della scala Richter, era quasi inevitabile che avesse procurato un disastro). Poi comunque mi sono addormentato, per essere risvegliato alle sette mezza abbondanti da amici premurosi che mi chiedevano notizie.

Come esperienza personale, devo dire, è stata molto peggio per me la notte del 13 aprile 2009. Una settimana esatta dopo il terremoto dell’Aquila, ci fu un’altra scossa oltre il quinto grado della scala Richter con epicentro a Campotosto. Io ero ricoverato nel reparto di terapia intensiva dell’Ospedale di Rieti per una Sindrome coronarica acuta (ancora mi rifiuto di chiamare infarto quello che ho avuto) che mi ha preso il giorno prima, il giorno di Pasqua. La terapia intensiva a Rieti si trova al sesto piano dell’ospedale. E quella notte per trenta interminabili secondi tutto il mondo ha ballato la rumba intorno al mio letto (che anche lui partecipava al ballo comune). Lì ho rischiato di avere davvero un infarto. E comunque, se proprio uno deve avere un coccolone, il posto migliore per averlo è la sala della terapia intensiva, no?

 

4 thoughts on “Quando la terra trema

  1. Ieri mattina mi sono alzata all’alba come faccio sempre e ho scribacchiato un po’. Solo alle nove del mattino ho saputo. Inutile dire che da quell’ora la giornata non è stata più la stessa. Io sto dalla parte (fortunata) della nostra penisola. Non ho mai sentito la terra tremarmi sotto i piedi. Tutte quelle macerie e le vite spezzate, spero che non suoni retorico ché mi fa orrore la retorica spicciola, hanno incrinato anche me. Una nuova crepa dopo la quale non sarò esattamente come l’altroieri. Ho un dolore in più.

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