L’ombra che cammina 2

Ho scritto di getto il titolo (senza il numero 2), avendo ben presente la foto qui sotto,

IMG_1145

scattata lungo la salita che dal Comici porta al Cengia, ma poi un campanello è risuonato nella memoria: Herr A. non ha ancora vinto la sua battaglia. In effetti lo stesso identico titolo l’avevo già fatto per un post di qualche tempo fa (anche esso con shadowlfie). E allora, invece di puntare sull’inglese (anche se The walking shadow non è male), mi sono limitato ad aggiungere il cardinale (nel senso di numero) accettando così, e dichiarando, la gerarchia temporale. Anche perché il personaggio cui mi ispiro (che i miei coetanei ricorderanno in un fumetto che andava molto negli anni 50 e 60) – l’Uomo mascherato,  è stato uno dei primi supereroi della storia e tra i suoi appellativi c’era proprio quello di Ombra che cammina.

E un po’ supereroe – nonostante io non indossi la calzabraga ma dei più acconci pantaloni alla zuava, o knickerbockers che dir si voglia – in quella foto lo sono anch’io. Mascherato da un capellone appena comprato a Sesto, dalle larghe falde che coprono anche il collo dai raggi del sole dei 2.500 metri d’altitudine, sto compiendo l’impresa dell’anno, nonostante la zavorra degli 85 chili e dei 63 anni.

Un supereroe un po’ ridicolo, devo ammettere. Ma pure Mandrake, in fondo, non era  un po’ ridicolo in mezzo al deserto con il suo frac e il mantello rosso, con tanto di cilindro?

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