Segnaletica sabina

Ieri, passeggiata sopra San Valentino. Orsetta, uscendo dal recinto, ancora zoppicava un pochetto, quindi ho rinunciato al solito percorso con le “ragazze” vicino al fiume. Ho preso invece la macchina e sono salito fino al Bottino, dove finisce la strada asfaltata. Di lì, gambe in spalla per un’oretta e poi “marcindrè”. Tempo bello, incontri pochi (giusto un paio di anziani e simpatici fungaioli della domenica – anche se era giovedì…), alla fine della fiera un buon allenamento. Ho smesso di salire dopo un paio di chilometri, lungo la strada che porta al Trio, secondo le mappe di Google ero abbastanza oltre la metà del cammino.

IMG_9016Mi sono fermato un quadrivio dove faceva bella mostra di sé una struttura evidentemente pensata per indicare dove conducono la varie diramazioni di sentiero. Ma che altrettanto evidentemente non conteneva nessuna indicazione.

Chissà se erano scritte in modo tale che ormai non ne rimane traccia. O se invece alla buona intenzione non ha fatto seguito la buona esecuzione, perché sono finiti i fondi o magari solo perché chi doveva farlo se ne è scordato, tutto preso da altre fondamentali incombenze. Forse, come avrebbe detto John Belushi nell’immortale scena dei Blues Brothers in cui cerca di giustificare la sua assenza alla fidanzata munita di arma letale puntata contro si lui, forse la colpa era dell’invasione delle cavallette...

Tipico esempio, comunque, di segnaletica sabina, soprattutto per quanto riguarda i sentieri.

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