Un posto al sole

L’altro giorno, arrivato in redazione all’alba per la rassegna stampa di RadioArticolo1, uscendo dalla macchina ho preso due penne bic che tenevo nel porta-oggetti sul cruscotto, proprio sopra lo stereo. A piena portata di sole, insomma. Ho notato qualcosa di strano ma, ancora un po’ insonnolito – la sveglia alle 5 mi uccide… –, non ci ho fatto caso più di tanto.

Solo in redazione, poggiati i giornali sul tavolo, ho guardato meglio. E ho visto questo

IMG_5533E cioè, più da vicino

PenneA parte che è buffo prendere appunti con una bic curva – innanzitutto non sai come impugnarla: se con la curva che segue quella della mano, o, al contrario, con la punta ritorta rivolta verso il cielo – a parte questo, fa una certa impressione vedere l’effetto del sole su un materiale coriaceo come la plastica e pensare a quello che fa o potrebbe fare su di noi, sulla nostra pelle, assai meno coriacea. E capisco che ho fatto bene a diffidare sempre del sole, a fuggirlo quando è possibile. Da domani riduco ancora l’esposizione…

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