La mattina dopo

resizer.jspHo dormito male stanotte. E poco. Lo shock del risultato elettorale, unito all’effetto dell’alcol (a varie gradazioni) assunto per alleviarlo, mi hanno richiamato in vita cosciente (si fa per dire) alle 4. Gli ululati di Orsetta, anche lei evidentemente sincera democratica sotto botta, hanno fatto il resto. Da allora è stata compulsazione di siti, lettura di Repubblica e fantasticherie su improbabili scenari politici.

E domande su come si possa non capire (il sottoscritto, è ovvio, ma soprattutto chi fa politica) quello che stava avvenendo, le proporzioni della rabbia che montava. Su come la sopravvalutazione della testa sulla pancia possa portare un essere umano, o un paese, sull’orlo del baratro. Deve entrarci anche l’età: quest’anno ne faccio sessanta e si vede che ho fatto il mio tempo. Sono decisamente preoccupato (per un futuro che non capisco e non riesco a immaginare). Ma immagino che anche i “cinquestellati” più avveduti oggi siano preoccupati, almeno quelli che la voglia di palingenesi non ha obnubilato del tutto.

Adesso, quasi alla vigilia dell’apertura delle borse europee (e dopo che Wall Street e Giappone hanno già fatto un bel bagno), non riesco a immaginare scenari se non catastrofici: a conferma poi leggo che il nano Brunetta annuncia che il Pdl richiederà il riconteggio delle schede.

Poi, seguendo il ritmo e la voce della natura, dopo la colazione e il caffè, mi avvio a fare quello che molti, troppi, dovevano fare da tempo. Vado a cagare.

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