Essere quel che si parla

Ho appena finito un bel libro, Nuova grammatica finlandese di Diego Marani. Libro che avevo incrociato negli anni (recensioni, rimandi, interviste), senza che mai scattasse il click dell’acquisto e quindi della lettura.

L’altro giorno ci sono di nuovo inciampato sopra ma questa volta, grazie al Kindle store, non ho avuto né scuse né dubbi, tantomeno ripensamenti. “Acquista con un click” dice il bottoncino giallo e click è stato.

Una bella storia, quella che racconta il libro, la storia dello smemorato Sampo Karjalainen che, sullo sfondo della seconda guerra mondiale, è alla ricerca del suo passato e della sua identità attraverso l’apprendimento (il riapprendimento?) della lingua madre, il finlandese.

Una gran bella lingua, quella di Marani, che accompagna in un avvicinamento curioso a un mondo e a una cultura, quella finnica, di cui non sapevo (come credo la maggior parte della gente) praticamente niente. Una lingua che accoglie e avvolge, supplendo, con la sua ricchezza, alla relativa povertà di sviluppo della vicenda.

PS Non ho ancora capito se questa storia dei libri elettronici mi piace davvero o no. Se guardo le pile disordinate di libri “veri” sugli scaffali e a volte per terra, la risposta dovrebbe essere quasi obbligata. E leggere sul kindle è un buon leggere. Ma un libro che sta in una nuvola, è davvero tuo?

 

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