La spia che stava al freddo

Confesso, nella mia lunga (ma com’è passata in fretta…) vita ho fatto anche la spia (almeno credo). E per il blocco comunista. Per l’esattezza per i servizi segreti cecoslovacchi.

Richard Burton ne “La spia che venne dal freddo”

Quando Rassegna stava ancora a Corso d’Italia lavoravo in una stanza (che adesso è stata inglobata nella nuova portineria) che era freddissima, la più fredda del palazzo. Pare che da giovane ci avesse lavorato anche Bruno Trentin – e forse grazie a quel freddo era rimasto per sempre giovane. Io invece ci ero arrivato sì abbastanza giovane d’età, ma meno nell’aspetto, e quindi…

John LeCarré

Quella stanza la dividevo con il collega e amico R. E lì ogni tanto ci raggiungeva l’addetto culturale dell’ambasciata cecoslovacca, con il quale poi andavamo a volte a pranzo, che era molto interessato alle nostre valutazioni sulla politica del governo italiano. Erano gli anni del Caf e di Berlinguer, di Bettino Craxi presidente del Consiglio e dell’accordo di San Valentino. Ce n’erano di cose da dire e su cui ragionare, anche se il livello delle nostre conversazioni non è che attingesse a livelli sconvolgenti: più che altro rimasticavamo le analisi dei quotidiani che leggevamo. Ma il nostro interlocutore, un signore giovane e biondo dall’aspetto imperturbabile, che parlava (poco) un italiano impeccabile e soprattutto ascoltava, sembrava assai interessato alle notizie che gli davamo e ai nostri commenti. Io, giovane ingenuo e un po’ scemo, non capivo la ratio di questi incontri fino a quando R. mi spiegò, papale papale, che il signore in questione (di cui non ricordo il nome, ma anche se lo ricordassi non lo scriverei nemmeno sotto tortura) era una spia. E in effetti bastava leggere Le Carré per sapere che gli addetti culturali delle ambasciate erano (e probabilmente sono) quasi sempre spie.

Chissà se riportava le nostre analisi nei suoi rapporti. E chissà che avranno pensato nella natia Cecoslovacchia delle brillanti intuizioni dei giornalisti del sindacato italiano. A modo mio credo di aver contribuito anch’io al crollo dei regimi dell’Est.

2 pensieri su “La spia che stava al freddo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...