Buffetto, parte seconda

Ho narrato, qualche giorno fa, sull’onda dei ricordi sollevati dal biglietto con cui il mio padrino mi regalava l’orologio per la prima comunione, di quei giorni, della cerimonia della cresima, delle mani nodose del vescovo, del catechismo e del mio impatto (doloroso) con il piede di S. Pietro. Non ho nascosto il mio essere allora, diciamo così, rotondeggiante (mia sorella per farmi arrabbiare mi chiamava  “papalla”, io non posso dire qui come la chiamassi…). Caso ha voluto che nella stessa scatola dove l’altro giorno ho trovato vecchie e meno vecchie foto, ci fosse anche questa.

Io sono ovviamente quello voluminoso a destra, con l’aria vagamente annoiata, come uno che sa già come andrà a finire. E del resto al catechismo ero il migliore della classe, tanto per cambiare.

Ancora non sapevo che di lì a poco si sarebbe abbattuta la furia delle dita nodose di sua eccellenza sulla mia guancia, a ricordarmi che non bisogna mai dare nulla per scontato, nemmeno nelle cerimonie che si ripetono da tanti e tanti anni sempre uguali. Ma sempre diverse.

5 thoughts on “Buffetto, parte seconda

    • Collo un po’ storto, sorrisetto appena accennato. Enrico’ nel suo formarsi. Le signore? Periferia romana primi anni 60. I miei non si vedono nella foto. Si defilarono. Mi lasciarono solo tra la ‘ggente e davanti a un energumeno che chiamavano “Sua Eccellenza”. E poi ci si meraviglia che uno fa dodici anni d’analisi…

  1. Pingback: radici salentine…. mmaccaturi e altro | robertaenne

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