I vantaggi di una memoria che zoppica

La protagonista dell’ultimo spot della Vecchia Romagna

A volte avere poca memoria (o quantomeno una memoria casualmente selettiva) addirittura aiuta. L’altra sera guardavo la tivvù e nella pausa pubblicitaria partiva lo spot del famoso brandy italiano “che crea un’atmosfera“. Una ragazza (che poi si scoprirà avere due notevoli occhi verdi) passeggia a piedi nudi sulla sabbia di notte, entra in un locale sulla spiaggia, vede un lui con il quale c’è subito intesa e poi iniziano a ballare un tango sulle note di una musica di Piazzolla che ho sentito un milione di volte.

La versione precedente dello stesso spot

Penso che lo spot è sempre un po’ ridicolo, anche se infinitamente più accettabile della versione precedente in cui due improbabilissimi tizi intrecciavano le mani al tavolo e poi si lanciavano in un tango che nemmeno io alla prima lezione di ballo con il maestro Micheli nelle sere di Montopoli (ed è tutto dire…).

Rimpiango un po’ i tempi in cui a fare da testimonial  al Vecchia Romagna c’era il grande Gino Cervi, accompagnato dal cartone animato  Sorbolik o anche da Fernandel/Don Camillo.

Poi comincio a chiedermi qual è il titolo del brano di Piazzolla. Penso a Libertango, ma non ne sono sicuro. Mi ricordo di avere dei cd di musiche di Piazzolla che non ascolto da anni. Prendo un concerto registrato da lui a Lugano per la Radio Svizzera con il suo quintetto nel 1983 e, arrivato al numero 4, dopo un minuto circa di intro (stavo quasi per cambiare traccia…) scopro che per una volta tanto mi ricordavo bene e il pezzo della pubblicità è proprio Libertango.

Insieme al cd di Piazzolla ne riscopro altri due. Uno di Yo Yo Ma, il grande violoncellista statunitense di origine cinese, realizzato con musicisti argentini del giro di Piazzolla. Molto bello. Con un violoncello ovviamente meraviglioso e una gran bella scelta di pezzi. Tutto comme il faut, insomma.

Ma riscopro anche un Hommage a Piazzolla di Gidon Kremer che è assolutamente fantastico, da brividi. Non so dire quanto correttamente “argentino”, visto che i musicisti vengono dal profondo nord dell’Europa (il nome del suonatore di bandoneon la dice tutta: Per Arne Glorvigen, un nome da fondista…). E non so neanche se la domanda sull’argentinità sia giusto farsela. Quello che conta è il risultato e il risultato per me è assolutamente fantastico, ripeto. Come si può vedere anche da questa clip che si può trovare su You tube. E dunque dall’altra sera i cd di musica di Piazzolla sono usciti dalla “musicoteca” per tornare in prima fila tra quelli che ascoltiamo ogni mattina durante il rito della colazione.

Morale della favola, a volte la poca memoria e la pubblicità aiutano la vita.

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