
Quant’era giovane qui Sean Connery, alla sua seconda prova nei panni di James Bond nel film Thunderball. (Oddio, in effetti non era proprio un bambino con i suoi 35 anni…). L’espressione ironica (e forse anche qualcosa di più) del suo volto ci dice che sta pronunciando una delle sue battute bondiane, una delle più famose.

Claudine Auger gli ha appena detto «Che occhietti aguzzi che ha, Mr. Bond». E lui le sta rispondendo tra sé e sé: «Perché non hai ancora provato i miei denti». Indimenticabile per un ragazzino di dodici-tredici anni qual era allora il sottoscritto.
Me la sarei ricordata due-tre anni dopo, quella battuta, in un cinema di Belfast. Durante il mese di studio in un college di Dublino, ci portarono due o tre volte a fare delle gite. Una di queste fu nel Nord dell’Irlanda, a Belfast. Ci portarono lì ma allo stesso tempo ci misero una paura fottuta dei pericoli che correvamo per il clima di guerra che c’era allora. In effetti, a ripensarci adesso, o quelli del Massimo (la mia scuola) erano incoscienti a portarci lì, oppure non c’era poi tutto questo rischio.
Comunque fosse, accettai come molti altri il consiglio di andare a chiuderci per qualche ora in un cinema di Belfast dove proiettavano un doppio Bond. Thunderball, appunto, e Goldfinger. Esperienza scioccante. Non capii una beata mazza in quel flusso di parole incomprensibili. Solo a un certo punto, quando Claudine Auger disse qualcosa e Bond le rispose con una frase in cui c’era la parola “teeth” mi ricordai della scena e della battuta. Ma fu una magra consolazione.