Le oche dei Quattro Venti

Sabato sono salito di nuovo, questa volta con Daniela, sul monte Acuziano. Una passeggiata assai bella, un tempo sfolgorante, un aria limpidissima e frizzante. E ai Quattro Venti, il trivio da cui inizia la salita, c’era un gruppo di oche – cinque per l’esattezza – in mezzo alla strada che starnazzavano anzichenò.

IMG_4535C’era all’andata e c’erano al ritorno. A custodire il passo, a riaffermare i propri diritti su quel pezzo d’asfalto, a vegliare sulle macchine in sosta. Le auto che salivano da Farfa spesso si fermavano e i guidatori, con il proprio telefonino, immortalavano le insolite posteggiatrici.
Anch’io, sfoderato l’i-Phast, ho pagato il mio tributo.

Roma anserum clangoribus servata est, scriveva Tito Livio. E pure i Quattro Venti, aggiungo io.

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