Lavori domestici

Oggi ho imparato una cosa nuova. A lavare per terra. Ma per bene, sul serio, non con una passatina di straccio e via.

imagesÈ stata la prima volta in sessant’anni di vita. Lo so che suona un po’ strano. E forse dovrei vergognarmene almeno un po’. (In realtà, vista la fatica che ho fatto, non è che me ne vergogni così tanto…). E poi, quanti sono gli uomini che lavano per terra?

Causa scatenante, il buon vecchio Fausto, che stanotte non è riuscito a tenere a freno la sua vecchia vescica e ha irrorato qui e là il pavimento del mio studio, dove dorme da quando fa freddo. E allora ne ho approfittato per prendere lezioni di economia e lavoro domestici da Daniela (la strumentazione, la sequenza dei gesti, come strizzare il panno; prima la varechina, poi il detersivo, poi il risciacquo, doppio, e, se serve, anche triplo – dopo il doppio ero così stanco che ho preferito tenermi un po’ di odore di varechina, piuttosto che rischiare il colpo della strega).

Dopo aver guardato un po’, ho preso lo scopettone in mano e, con un bel po’ di “olio di schiena” (che il gomito non è che facesse poi questi gran sforzi…), ho ripulito.

Alla fine, non sapevo se: a) essere più fiero di quello che avevo appena fatto, o b) di essere riuscito a evitare di farlo per sessant’anni. Salomonicamente (quasi veltronianamente), c) sono fiero allo stesso modo (ma anche) di entrambe le cose.

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