Tra una favola e Magnolia

Oggi sono stato protagonista (non so quanto attivo) di un episodio a metà tra una favola e la scena finale (?) del film Magnolia, quella in cui – ricorderete – incominciano a piovere rane dal cielo.

IMG_3060Dopo aver controllato i livelli del cloro e del Ph della piscina, ho cominciato a mettere le sostanze necessarie negli skimmer. Prima quello vicino al casotto dei prodotti, poi in quello vicino al motore. Nel primo, tutto ok. Quando sono arrivato al secondo, ho visto una massa di foglie e, dello stesso colore,  qualcosa dalla consistenza diversa. Dopo qualche istante ho capito con orrore che si trattava  di un rospo (confesso: non amo particolarmente i rospi, nel senso che mi fa un po’ ribrezzo toccarli). “Morto – ho pensato – con tutto il cloro che c’è in acqua”. E invece no, visto che i livelli di cloro erano bassi – con tutta l’acqua che ha fatto dal cielo questi giorni erano scesi più del normale –, il principe mascherato stava benissimo e lottava insieme a noi. Me ne sono accorto appunto toccandolo – dovendo maneggiare il cloro avevo ovviamente dei guanti di quelli “usa e getta” di gomma – e vedendo la sua reazione al tocco delle mie dita.

La sua ma anche la mia reazione. Abbiamo fatto tutti e due un salto indietro. Allora sono andato a prendere l’asta col retino con la quale pulisco la superficie dell’acqua e l’ho toccato di nuovo. Visto che stava a cavallo del portello dello skimmer, l’ho spinto tutto in piscina e ho provato a caricarlo sul retino per buttarlo fuori con gentilezza (a me lo zio Tobia mi fa un baffo…). Ma niente. Agile come un rospo è risaltato in acqua e ha cercato di rientrare nello skimmer. Dopo un duro corpo a corpo – beh, diciamo, corpo ad asta – l’ho respinto e, riavvicinatomi quatto quatto l’ho caricato sul retino e l’ho sollevato bruscamente.

Ed eccoci a Magnolia. Il malcapitato principe mascherato si è librato nell’aere fino a un tre metri circa e poi è planato (diciamo così, magari sarebbe meglio dire “è piombato”) su un tappeto di foglie di ireos, proprio accanto alla fontana dove vivono sei o sette discrete ranocchie, tappeto che ha attutito un po’ il colpo. È rimasto comunque un po’ scosso e Lina, che stava pulendo il prato dalle foglie del nespolo, ha detto: “Ma che begli occhi arancioni che ha”.

A quel punto, pensando che stavo per entrare direttamente in Cappuccetto Rosso, volevo cambiare canale e svegliarmi. Ma non stavo dormendo. Ed era tutto vero.

2 pensieri su “Tra una favola e Magnolia

  1. e se Lina, colpita dai suoi occhi arancioni, lo avesse baciato ? forse si troverebbe in un bellissimo castello un pò kitch seduta sul bordo di una piscina ad osservare qualcuno che puliva il prato dalle foglie di nespolo …..
    finale un pò banale ? vero

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