Matrix, Veltroni e Chanel

Tra ieri e oggi mi sono sparato il trittico di Matrix. Credo per la prima volta integralmente (e mi sa che in precedenza la terza parte l’avevo lasciata a un certo punto: e in effetti tutte quelle battaglie con le “seppie” sono pallose anzichenò).

Ma gli effetti computerizzati, specie in certe scene di lotta/kung fu sono fantastici anche visti dieci/tredici anni dopo. E il gusto visivo dei Fratelli Wachowski è superbo. Fumettaro, certo, ma per me questo aggettivo non è certo una critica. A parte le tette della Bellucci, che illuminano il Disco-Inferno del Merovingio, segnalo due simpatici cortocircuiti medial-temporali dovuti agli anni che sono passati.

TrinityIl primo. Quando Trinity muore per la seconda volta, quella definitiva, così definitiva che neanche il bacio del principe la può salvare, e Neo le dice affranto: «You can’t die», indovinate che cosa gli risponde lei?
Ebbene sì, gli risponde proprio: «Yes, I can».
E io lì mi sono visto davanti, più che il presidente Obama, il faccione di Veltroni l’Africano (mancato) che traduce, tutto contento: «’O posso fa’».

S&NE poi, nel duello finale tra il buono e il cattivo, il dialogo “chaneliano” tra Neo e Smith.
A un certo punto, all’ennesima “resurrezione” dell’eroe, il supercattivo gli fa: «It’s impossible».
E l’Eletto gli risponde, con lo stesso slancio e la stessa verve di Brad Pitt: «Inevitable».

Un pensiero su “Matrix, Veltroni e Chanel

  1. L’ha ribloggato su enricogalantinie ha commentato:
    È stato scritto sei anni fa, questo post, e si vede. Innanzitutto i Fratelli Wachowski sono diventati le sorelle Wachowski, anzi, come amano farsi chiamare rifiutando qualsiasi genere, The Wachoskis. Hanno fatto un altro film, Jupiter, nel 2015, ma soprattutto una strepitosa serie televisiva, Sense8. Veltroni non è andato in Africa, ha lasciato la politica e si è inventato scrittore e regista. È pieno di idee ma in quanto alle realizzazioni il voto è solo vicino alla sufficienza (perché in fondo siamo tutti buonisti…). Della pubblicità di Chanel e della battuta di Brad Pitt s’è persa la memoria: sei anni nel mondo della moda e dell’advertising, sono una vita. Insomma, quando c’è un cortocircuito, la prima cosa da fare è staccare la luce. E poi chiamare l’elettricista…

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