L’altra mattina, mentre rientravo a casa dopo una gitarella a Bocchignano e Castel S.Pietro, mentre stavo salendo verso la strada della Centrale (la costa collinosa che si vede nella foto è quella in cui, due chilometri più avanti, alberga il monastero di Farfa) sono rimasto affascinato dallo spettacolo che ho provato, con risultati non esaltanti, a immortalare con l’iphone. Questa piccola coltre di nebbiolina, bassa ma spessa, dovuta evidentemente all’effetto del calore del sole (che in quel punto giunge abbastanza tardi, specie d’inverno) sulla terra umida per le recenti piogge e anche per la vicinanza del Fosso Riana, il Farfarus che scorre sotto l’abbazia.
Era un particolare quasi alla Tarkovskij. Ma ovviamente io non sono Tarkovskij e quindi mi devo (ci dobbiamo) accontentare…
mi fa piacere leggerti. Sei attento e riesci a cogliere particolari che sovente, per distrazione, non cogliamo. Quanto siamo ciechi, seppur vedenti!!! Grazie
Grazie, eppure sono un po’ miope e astigmatico…