Il mulino e la croce

La salita al Calvario di Pieter Bruegel il Vecchio

Alla fine, la sala resta tutta in silenzio mentre scorrono i titoli di coda. Anche nel film c’era molto silenzio, interrotto dai rumori della natura, da poca musica e da qualche riflessione dei protagonisti principali. E alla sobrietà del sonoro faceva da contrappunto l’incredibile ricchezza delle immagini e il loro mimetismo con l’epoca e il quadro che del film rappresentano il soggetto: il ‘500 nelle Fiandre e la salita al calvario di Bruegel il Vecchio (interpretato da Rutger Hauer, nella foto qui sotto con il regista Lech Majewski e Michael York)

Rutger Hauer, Lech Majevski e Michael York

Il film The Mill and The Cross (il titolo è stato tradotto in italiano con un improbabile “I colori della passione”) è infatti una meditazione sul quadro di Bruegel, nel quale Majewski entra portando con sé gli spettatori, e sull’epoca e le sofferenza del popolo fiammingo, vessato dai dominatori spagnoli, più che sulla Passione di Cristo, che pure evidentemente fa da sfondo assai concreto allo svolgersi della vicenda.

Incredibile l’invenzione del mulino che sovrasta come una presenza incombente la costa della montagna su cui si svolge la vicenda, con dei fantastici interni (con luci più che mai pittoriche e geniali effetti di computergrafica) e la pala che ruota instancabile sullo sfondo, con il mugnaio, simbolo del divino, che dall’alto osserva (partecipando) lo svolgersi degli avvenimenti raccontati dal quadro.

Difficile rendere a parole la ricchezza delle immagini, a volte veri e propri calchi della pittura dell’epoca,

ma non si pensi a una bellezza estetizzante fine a se stessa.

Il mondo che Majewski racconta è un mondo di carne, di pane, di dolore, di crudeltà. Il montaggio, il ritmo, la sintassi non sono quelli cui siamo ormai abituati. L’effetto straniante è forte. Ma se ci si lascia andare, anche le emozioni possono esserlo.

Ovviamente non è un film per grandi masse. Al cinema Barberini di Roma, unico spettacolo alle 18 e 30. Sala da 120 posti, piena per tre quarti.

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