Nel suo ultimo post sul New York Times, Paul Krugman riporta, senza commenti, un pezzo di un’intervista di Jean Claude Trichet, all’epoca presidente della Banca centrale europea, concessa alla Repubblica nel giugno del 2010 (ovviamente Krugman la pubblica tradotta in inglese, qui provo a ritradurla).
Un taglio dopo l’altro: Molti economisti dicono che c’è un chiaro rischio di deflazione. Come vede la situazione?
Non penso che questo rischio possa davvero diventare realtà. Al contrario, le aspettative d’inflazione sono ben ancorate in linea a quanto abbiamo detto – meno del 2%, vicono al 2% – e sono rimaste tali durante la recente crisi. Per quanto riguarda l’economia, l’idea che le misure d’austerità possano innescare una stagnazione è scorretta.
Scorretta?
Sì, infatti, in queste circostanze, tutto ciò che aiuta ad aumentare la fiducia di famiglie, aziende e investitori nella sostenibilità delle finanze pubbliche fa bene al consolidamento della crescita e della creazione di posti di lavoro. Credo fermamente che nelle circostanze attuali politiche che ispirino fiducia aiutino e non danneggino la ripresa economica, perché la fiducia è il fattore chiave oggi.
Krugman perfidamente non commenta. Ma ci pensa un suo lettore. Ed è a suo modo geniale. Dice Chris G., che scrive da Boston:
“E Trichet probabilmente pensa anche che la Linea Maginot era una buona idea