Bello spettacolo e grande attore

Sabato 28 sera, al Potlach, abbiamo visto uno spettacolo bello. Uno spettacolo molto bello. Non scrivo bellissimo perché non amo i superlativi, ma sabato mi sono emozionato davvero tanto a vedere “Il mulo e l’alpino”, con Aleksandros Memetaj (che lo ha anche scritto, assieme a Xhuliano Dule e Yoris Petrillo, che ne è anche regista).

Grande prova d’attore (e anche bella prova di resistenza fisica con la sua ora e mezza circa di durata) lo spettacolo racconta la vicenda di Giuseppe Beghin, Bepi, contadino di Bassano del Grappa, spedito da un giorno all’altro a combattere i Greci in Albania nel 1941. Incapace a usare le armi gli viene assegnato il compito di condurre un mulo, che ribattezza Grappa, e con lui attraversa i lunghi mesi di quella che doveva essere una guerra-lampo.

Grande prova d’attore, scrivevo poche righe più su. Memetaj, trentacinquenne, nato a Valona e cresciuto in Veneto, incarna durante la serata oltre a Bepi tante altre persone, tanti altri compagni di sventure, ognuno caratterizzato da un diverso accento italiano (tutti padroneggiati magistralmente dall’attore), in una tragedia corale in cui si ride anche (ma è un riso amaro).

Alla fine, sopraffatto dalla paura, Bepi diserta e trova conforto tra le braccia di Doruntina, una giovane donna albanese. Ma la storia bussa presto alla sua porta, costringendolo a confrontarsi con il suo destino…

Scritto assai bene e con un finale a suo modo a sorpresa (all’inizio il protagonista dice che manca poco più di un’ora alla sua esecuzione – alla sua “giustiziazione”, dice in verità nel suo italiano un po’ scarso di contadino analfabeta – e tu pensi che verrà ucciso in quanto disertore. E invece…) “Il mulo e l’alpino” non molla mai la presa, ti emoziona e ti coinvolge. E ti fa riflettere.

A me è rimasta particolarmente impressa una frase del colonnello Melis, il comandante del battaglione di Bepi, frase che a un certo punto anche il protagonista fa sua: “In guerra i nemici non sono quelli che hai di fronte, sono quelli che hai dietro…”, sono quelli per i quali sei poco più di una pedina. Frase anche oggi decisamente attuale.

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