Le rockstar, come i sogni, non dovrebbero invecchiare

Dopo essermi fatto un coso così a tagliare il prato della piscina – era troppo alto e il tagliaerba si bloccava ogni due per tre – mi sono messo al computer per scaricare da YouTube un po’ di brani live per una compilation che ho in mente. E così, girando girando, dopo un Child in time dei Deep Purple inizio anni 70 mostruoso per esecuzione e ottimo per video e registrazione, il solito orgasmico Sultans of swing dal live Alchemy dei Dire Straits che non mi stanco mai di sentire, e tante altre robette niente male, sono capitato su dei video di qualche anno fa dei Doobie Brothers (Live at the Beacon Theatre del 2018).

Li ho amati tanto i Doobies, avevo (probabilmente ho ancora) tutti i loro dischi, la musica che suonano è ancora viva e trascinante e loro sono ancora bravissimi. Ma che impressione vederli… La loro musica non è invecchiata di un giorno, ma loro sì. E se Tom Johnston si tinge capelli e baffi, le lunghe chiome di Patrick Simmons “se so’ fatte grigge”. Michael McDonald è tutto bianco (ma qui non c’era). Per carità, anch’io sono invecchiato e non sono più il ghepardo che non sono mai stato… Ma le rockstar, come i sogni, non dovrebbero invecchiare…

Lascia un commento