La vicenonna

Ci sono persone che attraversano la tua vita e portano una nota di allegria, di calore, di umanità. La Peppina è una di queste. Oggi mio cugino Giuseppe, per l’altro blog che stiamo provando a mettere in piedi sulla nostra famiglia, mi ha mandato tra le altre cose una foto che lo ritrae a pochi mesi, a Cortina, tra le braccia appunto della Peppina.cortina 1Per me la Peppina – che Giuseppe giustamente definisce “colonna della nostra famiglia, una specie di vice nonna” – è legata indissolubilmente alle estati al Lido di Spina, dove accompagnava la nonna ormai novantenne, lei che aveva una decina d’anni di meno, era anche lei nonna, ma, “quando la mia signora chiama…” diceva. Già, “la mia signora”. Perché la Peppa era andata a servizio a casa di nonna Angela che aveva 12 anni e poi, anche se aveva una sua famiglia (con tanto di marito, figlio e nipote), era rimasta legatissima alla faniglia: alla nonna, alle zie, a zio Ciro, a mamma, a tutti noi.

Se c’era bisogno, la Peppa c’era sempre. Per tutti. Ricordo che una volta, durante una malattia di mamma ricoverata in clinica, venne  a prendersi cura di noi. E lo fece così bene, tra tagliatelle, lasagne, crescentine (mi viene l’acquolina in bocca al solo pensarci), che ingrassai (ingrassammo) tutti di qualche chilo in un paio di settimane.

Questa foto di Giuseppe è bellissima. Perché è vera. La Peppa era proprio così. Con i suoi fazzolettoni in testa, le sue manone da vera lavoratrice. E soprattutto quel sorriso,  indistruttibile e contagioso.

Lascia un commento