Ecco una barzelletta raccontataci in inglese da un prete neozelandese (di origine irlandese) che vive vicino Passo Corese. E che traduco in italiese…
La location. Un bar irlandese.
I protagonisti. Un barista, un avventore, un ricco americano, un topo, una rana.
La storia. Nel bar entra un avventore e dice al barista: “Se ti faccio vedere una cosa straordinaria, mi dai un bicchiere di whiskey?”.
Il barista accetta e l’avventore tira fuori da una tasca della giacca un pianoforte minuscolo e un altrettanto minuscolo sgabello, dall’alltra un topo, e appoggia il tutto sul bancone. Il topo si siede sullo sgabello e comincia a suonare un rag.
Il barista resta a bocca aperta e versa un abbondante whiskey all’avventore.
Che lo beve tutto d’un fiato, s’asciuga la bocca sulla manica e fa, rivolto di nuovo al barista: “Se ti faccio vedere una cosa ancor più straordinaria, me ne dai un altro?”
E il barista: “Se è più straordinaria di questa, ti do l’intera bottiglia!”
L’avventore tira fuori da una tasca interna della giacca una rana e l’appoggia vicino al piano in miniatura. La rana guarda il topo, aspetta il suo segnale e comincia a cantare l’Ave Maria di Schubert. Il barista resta a bocca ancora più aperta e, senza dire una parola, appoggia la bottiglia sul bancone, accanto al bicchiere vuoto dell’avventore.
A questo punto s’avvicina il turista americano che, senza giri di parole, chiede all’irlandese. “Quanto vuoi per la rana?”. “Mah, non so – risponde questi –. Non è in vendita”. “Tutto è in vendita – ribatte l’americano –. Bastano 10.000 dollari?”. “Mah, non saprei” fa l’irlandese. Poi, dopo averci pensato un po’: “Ok – dice – l’affare è fatto”. Dà al turista americano la rana e prende i dieci bigliettoni da mille. L’americano, tutto contento, se ne va prima che l’altro possa ripensarci.
Allora il barista fa all’avventore. “Ma perché gliel’hai data così, alla prima offerta? Se dicevi di no, chissà a che cifra arrivava…”. “E poi – continua – una rana che canta non ha prezzo…”. Al che l’irlandese, versandosi un bicchiere dalla bottiglia sul bancone, gli risponde: “Guarda che non era la rana a cantare. È il topo che è ventriloquo”.