Scrivo spesso di Fausto. Perché è unico, è buono, è bello, è vecchio. Dopo Fausto, dei tre quadrupedi che dividono con noi questo pezzetto di paradiso, la più in vista per tutti è Chicca (o Kikka, com’è scritto sul suo documento), nevrotica e geniale, ballerina inarrivabile e assassina spietata (a seconda della parte che ha deciso di interpretare).
Ultima, di solito, anche d’importanza (ma non è vero e sopratutto non è giusto) è Orsetta, la più piccola d’età (ha solo sette anni, di fronte ai dieci di Chicca e ai quattordici/quindici di Fausto) ma non certo di stazza. I sette anni li compirà il 13 marzo. Ce la portò il veterinario il 13 maggio del 2006. Diceva che aveva due mesi e che sarebbe rimasta piccola di taglia. La seconda affermazione si è rivelata una palese bugia. Nonostante questo abbiamo preso per buona la prima: di qui il compleanno il 13 marzo.
La prima notte da noi era minuscola e riposava in una pantofola delle mie. Adesso potrebbe quasi calzarla, quella pantofola. Ha vissuto sempre qui, sempre con noi, in questo ettaro e mezzo di terra. Dire che è un pezzo di pane è poco. I cattivi dicono che non è particolarmente intelligente. Sì, forse, ma d’intelligenti nevrotici ci basta Chicca. L’affetto di cui è capace Orsetta, la sua bontà disarmata, non ha prezzo. I suoi colpetti di naso (umido) sulla mano sono impagabili. È pigra? Io lo sono di più…
