Quella mattina Enri si svegliò stanco. La notte era stata lunga e assieme corta. La sete l’aveva perseguitato ogni volta che s’era svegliato. E s’era svegliato ogni volta che aveva avuto sete. Così, quando si svegliò, era stanco, forse più di quanto fosse la sera prima quando si era coricato.
Guardò fuori e nuvole nere premevano sul cielo che premeva a sua volta su di lui. Lui, di suo, poteva premere solo sul letto, già premuto, per quanto invano, tutta la notte. Aveva un compito da adempiere, subito. E lo eseguì. Poi decise di recuperare il sonno perso. Per ricominciare in modo migliore la giornata. E così fu, qualche ora più tardi.
Dal Libro di Enri, capitolo 11 versetto 54
