Le due vite del gatto

Ieri, preparando il post sulla Foreigner suite di Cat Stevens, ho avuto l’occasione di risentire uno dei componenti speciali allegati al dvd del concerto Majikat e cioè una lunga e bella intervista con Yusuf Islam, il nome che lo stesso Cat Stevens, che in realtà all’anagrafe faceva Steven Demetre Georgiu (padre grecoi e madre svedese), adottò quando scelse la fede dell’Islam. Una conversione, che all’epoca fece abbastanza scalpore e che dopo l’11 settembre ha provocato non pochi problemi all’artista. Una conversione che Yusuf racconta con molta semplicità, ricordando la profonda insoddisfazione che lo permeava proprio all’epoca del massimo successo.

Poco dopo la conversione all'Islam

Era una delle popstar più amate e acclamate del mondo ma la vita che faceva non gli piaceva proprio. Si avvicina al buddismo, all’induismo, ma senza trovare una risposta che lo convincesse. Poi, la svolta con il Corano, il libro nel quale Yusuf Islam dice di aver trovato le risposte alle sue domande. Lascia la musica, anche dopo aver rischiato di morire annegato a Malibu (smette la carriera, insomma, prima dei trent’anni), si converte, si sposa, ha cinque figli e diventa una delle figure più eminenti dell’Islam britannico.

Yusuf oggi

Ma poi, dopo quindici anni, nella sua vita torna la musica, torna a cantare come Yusuf Islam. Incide alcuni album, di contenuto prettamente religioso, a partire dal 1995. E poi, dopo altri dieci anni, ancora due album con il solo nome Yusuf. Collabora con Peter Gabriel in un concerto per Mandela. Fa concerti. Reinterpreta successi della sua prima vita (vedi su youtube). La lunga barba diventa bianca ma la voce e la classe è sempre la stessa. A vederlo e a sentirlo dà un’impressione di grande serenità.

Un pensiero su “Le due vite del gatto

  1. tante volte mi sono chiesta cose ne fosse di un artista che ho amato profondamente e che ha accompagnato in uno dei miei passaggi giovanili, il più difficile forse…
    grande enri…

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