Non c’è due senza tre

Che palle che palle che palle. Per chi non lo avesse capito: che palle. È ripartita, la stronzissima neve, stavolta con dei fiocconi che non promettono nada de bueno.

Ore 16 e 23, c'ariòca

Cazzo cazzo cazzo. Se penso al tempo perso stamattina a spalare e spazzare il vialetto… Non ne posso più.

Faccio un respiro profondo e cerco di calmarmi. Tanto, anche se m’agito non serve a nulla. E poi, fare tante scene per qualche centimetro di neve…

Il fatto è che fin da piccolo a me non m’è mai piaciuta. Ho sempre pensato – da piccolo ero molto religioso e volevo fare il missionario: cambiai idea quando mamma mi disse che in terra di missione avrei dovuto mangiare il pollo, e il pollo non mi piaceva (e non mi piace) – ho sempre pensato, dicevo, a quelli che stavano per la strada, al freddo e al gelo, e mi pareva una cosa brutta, la neve, così bagnata e fredda.

E vabbuò. Noi comunque stiamo alla grande, se non se ne va la luce. Oggi ho fatto anche la spesa, ho comprato dei formaggi favolosi e pure quattro salsicce secche, tanto la cardiologa non verrà mai a saperlo. In fondo la neve, l’isolamento, potrebbero essere anche una bella scusa. E io di scuse ci ho campato una vita…

Lascia un commento